La tricopigmentazione per nascondere le calvizie

La tricopigmentazione è un trattamento estetico che viene effettuato all’interno di saloni di bellezza o di centri specializzati. Per eseguirla, il dermopigmentatore utilizza degli specifici pigmenti colorati, che vengono applicati per nascondere calvizie o cicatrici post intervento chirurgico, che simulano la presenza di capelli.

Si tratta quindi di una specie di camouflage (camuffamento), pensato sia per nascondere le imperfezioni, sia per evitare l’uso di altri sistemi di mascheramento, come le microfibre in cheratina.

Tricopigmentazione: si tratta di una tecnica sicura?

Sì, la tricopigmentazione è una tecnica sicura e che non presenta alcun rischio per la salute. I pigmenti utilizzati, che vengono iniettati all’interno della pelle in modo da rimanere inalterati per un lungo periodo di tempo, sono biocompatibili e bioriassorbibili (ciò significa che, con il passare del tempo, scompariranno, ma senza arrecare danni alla pelle), pertanto non sono tossici né tanto meno scatenano reazioni allergiche. Grazie a queste proprietà, la tricopigmentazione non è permanente, ma dura al massimo un anno e non produce cambiamenti di colore durante questo periodo di tempo.

Tricopigmentazione: come si esegue?

La tricopigmentazione viene eseguita tramite l’utilizzo di aghi sterili, simili per aspetto a quelli che si utilizzano per fare i tatuaggi, ma molto più precisi. Ciascuna seduta dura al massimo tre ore e non è dolorosa, ma se il cliente è sensibile, può richiedere l’uso di una piccola anestesia locale per essere sicuro al cento per cento di non provare fastidio.

Trascorso un anno dall’intervento, se desidera mantenere gli stessi risultati, il cliente dovrà recarsi presso il salone, o presso lo studio specialistico, dove ha effettuato la tricopigmentazione per richiedere un appuntamento per un ritocco.

La seduta di mantenimento, a differenza di quella di impianto, ha una durata inferiore, che in genere non supera mai l’ora.

E’necessario seguire un decorso post seduta?

Subito dopo la prima seduta, la zona interessata dalla tricopigmentazione apparirà arrossata, ma non è necessario seguire alcun decorso post operatorio.

L’unica accortezza che dovrà avere il cliente sarà quella di prestare maggiore attenzione all’igiene della zona trattata: con ciò intendiamo che, oltre ad uno shampoo specifico contro la proliferazione dei batteri (questo tipo di shampoo è disponibile in vendita presso molti saloni di parrucchieri), dovrà utilizzare un prodotto anti-infiammatorio per idratare la zona e per aiutare il pigmento a fissarsi ancora di più nella cute.

A chi si rivolge?

La tricopigmentazione, come tutte le tecniche estetiche più avanzate, non è esente da limiti, ma se il cliente è dotato di tutti i requisiti richiesti per l’applicazione, può rappresentare una soluzione definitiva al problema delle calvizie. In particolare, la tricopigmentazione è indicata in caso di diradamenti omogenei, quindi non collocati in precise zone della testa, e di calvizie ampie e diffuse (in questo caso un intervento ben eseguito, oltre a far sembrare che la zona sia cosparsa di capelli radi, può contribuire a rendere la pelle meno trasparente).

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